lunedì 15 giugno 2015

Waiting for Bianca

Oggi voglio parlarvi di come ho vissuto l'attesa di Bianca e dei bellissimi 9 mesi passati con il pancione.
Io e Pierluigi  stiamo insieme ormai da sette anni ma non nascondo che sin da subito abbiamo parlato dell'idea di avere un figlio . Ovviamente abbiamo aspettato qualche anno.
Credo che all'inizio sia fondamentale viversi come coppia, viaggiare insieme, condividere esperienze a due di qualsiasi tipo, iniziare a convivere e trovare i propri spazi .
Noi lo abbiamo ampiamente fatto.
Abbiamo viaggiato tanto. Appena c'era l'occasione partivamo anche solo per due giorni.
Siamo stati piu' volte in Francia, in Spagna, in Irlanda e abbiamo girato tante parti d'Italia.
Spesso in auto, per goderci appieno ogni posto e poterci fermare dove piu' ci ispirasse.
Ricordo ogni viaggio come fosse ieri e son pienamente convinta che ogni nuova esperienza abbia contribuito a legarci sempre di piu'.
Ma andiamo al dunque.
A marzo 2013 sono rimasta incinta ed e' stata una gioia indescrivibile. Bianca e' arrivata quasi subito . Devo dire che all'inizio non ci si rende conto di niente . Oltre alla scritta "2-3 settimane" che appare sul test di gravidanza, realizzare immediatamente il cambiamento e' difficile.
Presto , invece, sono arrivate le nausee ( il resto ve lo risparmio) e devo ammettere che i primi mesi sono stati tutt'altro che facili.
Soprattutto la mattina e la sera prima di andare a letto ho toccato picchi di malessere che mi hanno messo a dura prova. Ricordo le giornate passate sdraiata sul divano a bere intrugli di acqua e limone stando attenta a non muovere troppo la testa per paura di rimettere o le miriadi di scuse che ogni volta dovevo inventarmi per cancellare qualche impegno all'ultimo momento dato il malessere.
Mentre scrivo mi vengono in mente tanti episodi che evito di raccontarvi  per salvaguardare un po' di dignita', ma che, mentre all'epoca sembravano vere e proprie annunciazioni di morte, ora riesco a ricordare persino col sorriso. Sono dimagrita 5 kg.
Nei momenti piu' duri il mio unico mantra era "Sto soffrendo per una buona causa, sto soffrendo per una buona causa" e cosi, ripetendo sino allo sfinimento questa frase riuscivo a superare la giornata.
Non voglio spaventarvi però , sono stati solamente i primi tre mesi e fortunatamente, una volta superati, tutto è stato meraviglioso.
Dal quarto all'ottavo mese ,infatti, ho vissuto una botta di adrenalina incredibile. Avevo un'energia pazzesca, avrei potuto scalare una montagna a mani nude,  tant'e' che ho smesso di lavorare al nono mese inoltrato.
Anche il fisico ha subito una rivoluzione. Da smunta e verdognola qual'ero, la pelle e i capelli hanno cambiato luce, il seno florido e i lineamenti del viso più dolci mi facevano sentire molto più bella. Sembra strano, ma non mi son mai sentita così attraente.
Sarà stato il pancione, saranno stati gli ormoni o l'energia che sentivo dentro, la nuova consapevolezza di cui avevo preso pieno possesso, i vestiti che nonostante tirassero mi facevano sentire a mio agio, tutto un insieme di cose per cui mi sentivo finalmente me stessa al 100% e piena d'orgoglio. Una sensazione bellissima che mi strappa un sorriso ogni volta che ci penso .
Il periodo della gravidanza e' una grandissima occasione per guardare dentro se stessi e trovare delle risposte.
Dio solo sa quante ne ho trovato e quante verità son venute fuori. Sul senso della vita, sul rapporto con gli altri, sui turbamenti e le paranoie che mi rincorrevano da anni.
E' stato come essere perennemente sul lettino dell'analista .
parlavo, pensavo, riflettevo, rimuginavo, gioivo e piangevo trovando mano a mano le risposte.
Non tutte, ma ne ho trovato abbastanza per sentirmi molto più serena oggi .
Che poi, Tra l'altro , a differenza di tante altre donne, io ho pianto davvero poco in gravidanza .
E' una cosa che non mi spiego perché son sempre stata molto sensibile {sono la tipa che piange se vede una nonnina per strada} ma è come se la mia sensibilità sia in un certo senso maturata e ora mi commuovo molto raramente.
Torniamo a noi.
Considerando che ho partorito il 28 novembre ( e qui in Sardegna l'estate finisce a fine ottobre) ho passato praticamente tutta la gravidanza al caldo, l'ho sicuramente patito, dato che ho avuto poco tempo per tenere i piedi in ammollo, ma tutto sommato l'ho vissuta bene.
i miei pensieri vanno alle lunghe passeggiate con il pancione , sola e in compagnia, agli abitini leggeri e alla sensazione di pace e armonia che mi accompagnava sempre.
La mente guardava sempre al futuro e io non perdevo occasione per immaginare la nuova vita che mi aspettava .
Ogni volta che vedevo una neomamma con il passeggino, con il suo passo orgoglioso e ottimista, non riuscivo a non fantasticare su come sarebbe stato quando fosse arrivata Bianca.
Ogni volta che mi rilassavo sul letto, guardavo il posto vicino e pensavo che presto ci sarebbe stata lei . Era tutto così strano e surreale. Non riuscivo a convincermi che presto sarebbe diventato realtà. Era un desiderio talmente forte che non mi capacitavo potesse avverarsi.
Oltre alla gran pace interiore che si prova in gravidanza , ho avuto la fortuna di trovare anche tanta serenità e tanto affetto da parte di tutte le persone che ho avuto vicino.
Pierluigi per primo, mia mamma , mia sorella, le mie cognatine, i miei suoceri, le mie amiche . Sono sempre state molto premurose e presenti, e questo ha contribuito a rafforzare ancora di più certi legami.
Il nono mese invece ,  ehhhh, quello si che è stato tosto. Meno dei primi tre certamente , ma non è stato semplice . Lo ricordo molto monotono, fatto di giornate alla ricerca di una posizione comoda, esclusivamente distesa sul letto ! La pancia era talmente grande che era praticamente impossibile riuscire a star seduta per più di cinque minuti . Anche se, anche see.. L'ultima serata prima di partorire l'ho passata al cinema. Strano eh?
Ero stufa, stanca, appesantita, impaziente.
La nascita di Bianca era prevista per il 25 novembre, ma evidentemente non era ancora il momento.
 Ho passato i tre giorni successivi come fossero stati tre mesi , sembrava non passassero mai , ma soprattutto che Bianca non volesse più uscire.
Appena mettevo il naso fuori casa la domanda ricorrente era "ancora cosiii?!?!?"
Mi bastava uno sguardo!
Passavo le giornate ad aspettare. Come quelle signore appollaiate sulla panchina alla fermata del tram. Ma non mi davo per vinta, sono uscita fino alla fine nonostante la paura costante che mi si rompessero le acque al supermercato. Con le infradito a novembre. Una vergogna.
Le notti nemmeno ve le racconto. Anzi, perché??Ci son state notti ???
E chi dormiva più!
Il mio pensiero fisso ormai era " ma quando cXXXXXXo  arriva il momento? "
La sera del 26 quindi, mi son armata di coraggio e sono andata al cinema con due amiche ( il film non doveva essere il massimo dato che non lo ricordo) per spegnere la testa e concentrarmi su altro .
Beh, Ha funzionato!
Di li' a poco mi si sarebbero rotte le acque. Bianca e' nata la notte del 28 novembre, dopo un parto bellissimo e molto veloce, che ricordo come fosse ieri .
Il primo giorno più bello della mia vita, perché da li' in poi non saprei scegliere .

martedì 26 maggio 2015

Bianca

Non potrei riprendere a scrivere su questo blog se prima non vi presentassi Bianca.
E' quasi impossibile crederci, ma quando ho iniziato a raccontarvi le mie giornate lei ancora non esisteva.
Sembra un pensiero scontato, ma una mamma pensa spesso a questa cosa.
Mi chiedo come sia stato possibile aver vissuto per ben trentatré anni senza di lei e mi chiedo come fossero prima le mie giornate.
Quasi non me le ricordo più.
Non fraintendetemi, la mia vita mi è sempre piaciuta e fortunatamente sono sempre stata abbastanza impegnata, ma la vita di una mamma va oltre tutto questo.
Sorrido al pensiero di quando mi lamentavo di non aver tempo. Di leggere un libro. Di vedere un'amica. Di fare la spesa. Di rilassarmi.
Ora mi faccio una grossa risata al pensiero. Mi rendo conto di quanto tempo avessi e di quanto lo usassi male.
Diventare mamma mi ha aiutata a capire quanto sia importante l'organizzazione e soprattutto mi ha insegnato ad apprezzare fino in fondo i (pochi) momenti di pace.
Detto questo, Bianca e' una bambina dolcissima.
Ha 18 mesi, una bellissima testa rossa, gli occhi verdi con una punta di grigio e un'energia incredibile. La potrei paragonare a quei pupazzetti duracel che corrono e si scatenano sino a quando non si esauriscono le batterie.
E' incredibilmente curiosa e amo il modo che ha di stupirsi di ogni cosa. Amo alla follia come cambia la sua faccina quando fa una nuova scoperta. I suoi occhietti diventano grandi e tondi,illuminandosi piano piano e la sua boccuccia si chiude in una O prima di esplodere in una risata contagiosa, sentendo sempre l'esigenza di condividere con me le sue gioie.
Adoro osservarla, mettermi nascosta  in un angolo e guardare cosa fa.
Spesso, capita che mentre sono indaffarata in cucina lei vada nella sua stanzetta poco distante, e si distragga da sola per parecchio tempo. Apre e sfoglia i libri che trova dentro la cesta . Si rifugia nella sua tendina rosa piena di palline. Si accoccola vicino all'orso e si canta la ninna nanna. Apre e chiude le ante del mobile, togliendo e rimettendo quello che ci trova dentro. Con una meticolosità impressionante.
Ma la cosa che mi fa commuovere ogni volta è quando la trovo affacciata alla finestra ( una porta finestra per l'esattezza) a guardare fuori. La trovo li', con i piedini sopra il cuscino e le manine poggiate sul vetro. Che guarda incuriosita e chissà a cosa pensa.
Un'altra domanda che mi faccio spesso. Come pensa una bambina che ancora non sa parlare ? O comunque, che ha un vocabolario super ridotto di nemmeno 20 parole? Sogna? Cosa sogna?
Ogni tanto credo faccia qualche piccolo incubo perché è
successo si svegliasse piangendo nel pieno della notte spaventata, ma pronta a riaddormentarsi una volta tra le mie braccia.
E' super attratta , credo come il resto dei bambini, dagli oggetti con il tappo. Credo passerebbe ore a mettere e togliere i tappi dalle cose. Se ne sta lì, seduta con la linguetta fuori, a perfezionare i movimenti. Come quando mia mamma le da in mano qualche collana e lei cerca in tutti i modi di aprire e chiudere il moschettone.
Tutti piccoli movimenti di una precisione unica che ,mi piace pensare, abbia ereditato dal mio caro nonnino di 100 anni, orologiaio in pensione ( da nemmeno 10).
Come si fa a descrivere a parole un figlio? Starei giorni a scrivere le sue conquiste e scoperte . A raccontarvi cosa le piace fare .
Piano piano, giorno dopo giorno lo farò . Ma così , tutto insieme mi sembra troppo.
Ora è qui sul lettovicino a me che dorme, accovacciata al papà che è rientrato una mezz'oretta fa dal lavoro e che, prima di farmela mettere nella sua culletta, mi dice " fammela annusare ancora cinque minuti".
Quell'odore e' una droga. Ho perso ore ad annusarla. Proprio come fanno gli animali con i loro cuccioli. Stare li' vicino a lei, così piccola e indifesa, e pensare di esser pronta a difenderla da tutto e tutti non ha prezzo. Non vale neanche la pena di esser spiegato. E' un momento della giornata troppo intenso. Troppo grande.
Ovviamente io parlo per me, ma per Pierluigi, il mio compagno, e' la stessa identica cosa. Non si dovrebbe mai dire " viviamo per lei " perché la vita ha tanti motivi per cui essere vissuta . Ma davanti a un amore così grande, tutto è davvero messo in discussione .

domenica 24 maggio 2015

Buongiorno!

E rieccomi qua.
A due anni esatti dall'ultimo post.
Cambiata. Eccome se son cambiata. Direi stravolta.
Sono diventata mamma di Bianca. L'amore piu' immenso che potessi scoprire.
Mi son lasciata trasportare da quell'onda magica che mi ha recuperata nel 2013, mi ha  fatto vivere emozioni indescrivibili, scoprire lati di me prima di allora sconosciuti e che, piano piano mi ha riportata a riva, in  terra sicura.
Ora  che Bianca ha 18 mesi, posso  dire di essere quasi tornata alla realta'.
Non so spiegarmi, e' come se questi due anni avessi vissuto in una sorta  di sogno. Come se non avessi ben realizzato l'esperienza unica che stavo vivendo.
Tuttora guardo Bianca e mi chiedo : ma davvero esiste? Davvero e' la mia bambina?
Mi sembra troppo.   mi sembra una fortuna troppo grande .
Mi sento troppo felice.
Credo siano le stesse sensazioni che accomunino tutti i neo genitori , ci si sente sempre in Primavera.
Con questo non voglio dire che il primo anno di un Figlio non sia impegnativo e faticoso, anzi.
Chi e' alla ricerca di un figlio deve essere consapevole del fatto che  tante cose cambieranno. Che la vita a due verra' in un certo senso stravolta e Che le notti non saranno mai piu ' quelle di prima.
Ma ne vale la pena.

Ora devo andare. Aspetto di avere un momento di calma per raccontarvi questi ultimi due anni,.

A presto.

sabato 19 maggio 2012

il Suo sorriso non si è spento,è solo diventato immateriale.

I miei pensieri sono ancora tutti in disordine..è difficile scrivere e descrivere qualcosa che non si è ben capito. Ma ci proverò.
Non ho mai pensato al mio funerale.o meglio, ci ho sempre pensato,ma sempre sotto la stessa ottica: Chiesa,cerimonia,fiori,cimitero,lacrime,disperazione.
Quest'ultima credo sia una componente imprescindibile da qualsiasi volontà. tutto il resto no. tutto il resto si può comunque scegliere.
Ma la scelta, nel Suo caso, è stata di tutta una vita.
Perchè le amicizie si "subiscono", ma poi si scelgono. e si educano.
Io non lo conoscevo bene. Mi è capitato di incontrarlo spesso. Di cenare  in Sua compagnia qualche volta. Di ascoltarlo e rimanere piacevolmente stupita dall'eleganza innata in cui pronunciava ogni sillaba,ricordava ogni storia,sublimava ogni frase.
Sembrava avesse trovato la formula magica per mixare profondità e leggerezza.
La "generosità del sorriso" appartiene a pochi. Sono tutti lì, a centellinare i movimenti dei muscoli del viso per paura di chissà cosa.  lui era uno di quelli che non ci badava.
Provo quasi timore a scrivere di una persona che in realtà non conoscevo bene,ma che nonostante tutto mi ha lasciato un segno..Spero di non risultare invadente quindi,e di essere capita.
Non c'è stato il classico funerale. ma un rito civile,tra amici. una commozione composta. una stanza che lo ospitava assieme alla sua musica, alle frasi scovate nei suoi amati libri, al violino, alle voci familiari di di parenti e amici.
E poi, tutti a pranzo insieme. Come se fosse una festa.Come se fossero lì a festeggiare il compleanno di una persona che ha avuto un contrattempo ed è in ritardo.
Al tavolo,un posto anche per Lui. A ogni portata,un piatto per Lui. E a turno,ci si alzava a raccontare aneddoti di avventure passate insieme, bevendo il Suo vino preferito.
Tutto con estrema eleganza. silenziosa commozione. Pacatezza ma allo stesso tempo un gran desiderio di celebrarlo. Come lui avrebbe voluto.
E' raro trovare un gruppo di amici così affiatato. Che sino in fondo, in tutti i modi, ti sta vicino; trova facilmente il modo di decidere per te quello che tu avresti voluto;Trova la forza di affrontare una perdita terribile e lo fa solo per te.
Perchè sarebbe facile abbandonarsi al dolore, disperarsi e salutarsi con gli occhi gonfi ma non sarebbe giusto.
Anche nel momento in cui sarebbe giustificato essere egoisti, loro non lo hanno fatto.
E questa, credo sia la dimostrazione di amicizia più grande che esista.
Anch'io vorrei tutto questo.

venerdì 2 marzo 2012

Aria di primavera

-AHHHhhhhhhhhh!!!! che bell'aria di primavera!!!!- è stata il mio primo pensiero stamattina aprendo le finestre di casa.
Questa settimana il sole mi ha fatto tanta compagnia.. è incredibile quanto la luce incida sul mio umore.
Io e P. ( chiamerò così il mio fidanzato) ci siamo trasferiti da metà settembre in una nuova casa. La mia "assenza" sul blog dipende molto anche da questo.. pacchi,pacchetti,traslochi,quadri da appendere,spesa da fare,casa da tenere in ordine...è tutto nuovo. solo ora mi ci sto abituando.
Avevamo già sperimentato una mezza-convivenza in un appartamento che lui aveva preso all'inizio della nostra storia per avere un posto dove poter stare assieme.. ma era stata la classica situazione "due piedi in una scarpa" di cui mia madre aveva sempre da lamentarsi :-dormi lì ma vieni qui a mangiare e a lavarti!- in effetti non era proprio il massimo. sia chiaro,mia mamma non mi ha mai voluta mandare via di casa e adora P. , però giustamente era tempo anche per me di prendere una decisione, oltre che son stati tre anni di puro stress : sveglia a casa di P. (dove tenevo solo lo spazzolino e un paio di mutande) andare a lavoro-tornare a casa mia a pranzare e a lavarmi-andare a lavoro-tornare a dormire a casa di P. era diventata una vera e propria giostra in cui stavo perdendo la mia identità! pensavo: ho voglia di leggere quel libro che mi ha regalato L.- ma poi mi ricordavo che l'avevo a casa mia! e il carica batterie che dimenticavo in una casa,il pc nell'eltra...stavo perdendo il senso delle cose! Racconto tutto questo omettendo però la cosa fondamentale che mi ha spinto a cercare un'altra casa in cui andare a vivere con P. Perchè sembra facile dire- perchè non ti sei trasferita lì scusa?- beh.. oltre che la casa era praticamente un monolocale (il mio armadio credo sia addirittura più grande) quel bell'appartamentino nel centro storico invidiato da tutti dall'esterno (che comodità vivere nelle stessa via in cui si lavora,apri la finestra e hai un bellissimo panorama!.. etc etc..) era stato ribattezzato dalle mie amiche "la casa igloo" .
In inverno faceva un freddo, ma un freddo che quando mi trovavo per strada sulla via di casa invece che sperare di arrivare finalmente al calduccio ,camminavo piano piano per "godermi" quei gradi all'aperto che  erano nettamente superiori a quelli che ci sarebbero stati a casa.
Ogni volta che organizzavo una cena le mie amiche si presentavano con il piumino più pesante che avevano,accessoriate di sciarpa guanti e cuffia che si tenevano durante tutta la sera.. per andare in bagno avevamo un plaid che ci cedevamo a testa per "sopportare" lo sbalzo di temperatura che c'era tra il salottino (riscaldato dalla stufa)e l'antibagno, momento cruciale in cui abbiamo rischiato più volte una congestione. solo le più temerarie sfidavano il bagno. le altre rimanevano con le gambe strette strette aspettando di tornare a casa.
Detta così, un tugurio ve lo immaginereste di sicuro meglio..ma quella casa in estate dava tutto quello che in inverno toglieva. Purtroppo però viverci in due era praticamente impossibile e da lì è cominciata la mia ricerca. Dopo quasi un anno di stress alla ricerca della casa perfetta (purtoppo non esiste, vi avverto) abbiamo finalmente trovato quella giusta.ovviamente la priorità andava al riscaldamento : termosifoni + pompe di calore in tutte le stanze ( giusto per stare tranquillii).
Un appartamento con una grande terrazza. La cosa che in assoluto ho sempre desiderato. uno sfogo esterno dove tenere le mie piantine, stendermi sotto il sole in estate, cenare all'aperto con gli amici...
questa è un'altra storia però. ora scappo. a presto!

giovedì 1 marzo 2012

E' eterno ogni minuto, ogni bacio ricevuto dalla gente che ho amato.

E' davvero tanto ormai che non scrivo..ma i giorni passano e con tutto il da fare che ho avuto purtroppo ho trascurato i miei piccoli momenti di raccoglimento..come  infilarmi dentro il letto a leggere un libro, ascoltare un pò di buona musica mentre cucino, scrivere quello che mi passa in mente su questo blog.
Ne approfitto oggi, dopo sette mesi frenetici. Oggi in cui ho deciso, finalmente dopo tanto, di tornare a casa e dedicarmi un pò di tempo.
dopo il lavoro sono passata al supermercato e ho comprato due panini al latte,un barattolo di nutella e,prima di sbranare il tutto con tanto di occhi a forma di "godimento", ho chiuso in un cassetto tutte le fisime sulla forma fisica che ogni tanto mi faccio.
Stasera la dedico a me, e a voi. che non so chi siate, ma con cui tempo fa mi trovavo tanto a mio agio a raccontare i miei pensieri.
Per cominciare dovrei modificare il sottotitolo del mio blog : non sono più una "(quasi) trentenne" , ora lo sono a tutti gli effetti, una trentenne. e devo ammettere che inizialmente compiere tre decenni non mi ha lasciata del tutto indifferente. riflettendoci non è che cambi niente dal 15 Settembre al 16. dire 29 e il giorno dopo 30 suona quasi quando in un negozio ,durante i saldi al 50% ,trovi un paio di stivali a 100,00 euro che il giorno prima ne valevano 200... com'è possibile? son passate solo 24 ore? la qualità non è certo cambiata...
ma il problema non è la cifra tonda : 30. il problema sono i 31,32,35,38,40.... il problema è il tempo che passa. ma è "un problema" solo se quel tempo non te lo stai godendo. se ti sta passando davanti senza che tu faccia nulla per darti una direzione da seguire.
Invecchiare mi preoccupa,lo ammetto,ma la vita è bella per le opportunità che offre durante il cammino e non tutte sono disponibili a vent'anni...
Non so che premessa volevo che fosse e in effetti non mi è ben chairo quello che volessi dire ma oggi ho deciso di scrivere su questo blog soprattutto per parlare di un argomento che mi ha fatto riflettere.
Stamattina ero come al solito in negozio con mia mamma ,che verso mezzogiorno, dopo aver saputo della morte di Lucio Dalla, mi dice: -Isa,è morto un famosissimo cantante italiano, indovina chi?-  il primo che mi è venuto in mente (non so per quale assurdo motivo, più legato alla fama commerciale che a quella per merito) è stato Eros Ramazzotti... per secondo Gianni Morandi. -"No Isa, uno molto più famoso,uno dei più bravi,uno dei migliori di tutta la storia della musica italiana: Lucio Dalla....."-
Ecco chi era Lucio Dalla, era uno dei migliori. Assieme a De Andrè,Gaber,Modugno,Battisti,Rino Gaetano.. e quanti altri...
Era un piccolo uomo geniale, brutto come pochi, che però rubava la scena a tutti.
Mentre lo guardavo nella sua ultima esibizione a Sanremo (più da direttore che da cantante) durante le sue brevi intromissioni di canto, pensavo : -che voce.-
Quel suo muoversi a scatti, quell'esplosione d'amore per la musica che si percepiva vedendolo cantare è sempre stato per me motivo di emozione.
E' difficile spiegarmi. Ma vedere una persona così presa dalla sua passione,così umilmente devota a quello che è da sempre lo strumento più significativo con cui descrivere le emozioni...mi commuoveva.  mi commuove tutt'ora.
"Attenti al lupo" è uscita del 1990. avevo 9 anni ed ho un ricordo talmente nitido e bello di quel periodo che mi sembra quasi ieri. Ascoltandola rivedo me e mia madre sedute in cucina a guardare Sanremo intente a fare il balletto che Dalla riproponeva sempre. è un ricordo bellissimo,che senza di lui non ci sarebbe stato.
E' per questo che mi chiedo ,in merito a quello che ho potuto osservare oggi, sui media,ma soprattutto sui social network come facebook..  quale legge ci vieta di essere tristi per qualcuno che muore ma che non conoscevamo direttamente? chi minimizza la morte di chiunque è un cretino.
 Io credo che certi sentimenti possano essere destinati a chiunque ci abbia dato qualcosa, che sia amicizia, aiuto, amore,comprensione, ma anche delle canzoni profonde che ci hanno spesso accompagnato durante la nostra vita.
E' questo che Lucio Dalla ha fatto "per me".

E,tornando al discorso degli anni che passano, lui non è certo tra quelli che ha guardato la sua vita scorrere senza dargli una direzione. era questo quello che volevo dire.

mercoledì 3 agosto 2011

arieccomi

finalmente riesco a scrivere due righe dopo un mese di "silenzio"...
son passata tante volte a dare un'occhiata ma non ho mai avuto il tempo per scrivere...
voi direte :<< beh, vive in sardegna... non avrà fatto altro che passare le giornate al mare, a farsi accarezzare dal sole e sfinirsi di bagni>>... e invece no, cari!!! vi sbagliate di grosso!

oltre al fatto che questa non si può chiamare "estate", ma tanto più... autunno, o quasi primavera... vi assicuro che non avevo mai vissuto un mese di luglio così freddo,ventoso e deludente... non ho avuto ancora nemmeno la soddisfazione di sfoggiare un vestitino fresco.. di quelli che metti alle otto di sera, senza portarti dietro nemmeno una giacchina perchè sai che l'afa ti accompagnerà per tutta la notte... e stendiamo un velo pietoso anche sull'abbronzatura che credo non faccia differenza col mio solito colorito invernale...
Ho comunque approfittato col mio fidanzato di tre giorni di sole per passare due giorni di relax in un delizioso albergo non lontano da casa di cui presto scriverò una piccola recensione.. anzi, leggetevi quella che ho scritto per tripadvisor : 
http://www.tripadvisor.it/ShowUserReviews-g616188-d613369-r115027590-Tarthesh_Hotel-Guspini_Sardinia.html#CHECK_RATES_CONT
il titolo è "DUE GIORNI DI RELAX"

e con questo vi saluto e spero presto di riuscire a scrivervi come ho passato quest'ultimo fine settimana all'insegna del buon cibo..
buona serata a tutti!